DOVE SIAMO
Santo Stefano e il Valdobbiadene.
Il racconto della gioia nel labirinto Altoveneto.

Santo Stefano è.
E’ uno dei borghi costitutivi della Valdobbiadene. Frazione viticola per tradizione e per eccellenza. Dista dalla piazza principale quattromila metri.

E’ una manciata di case buttate lì un po’ a caso lungo l’asse del suo torrentefiume, il torrente la Teva.

Padre e madre assieme. Lungo il suo corso hanno attinto vita e forza, nei secoli, diverse ruote da mulino generando le prime attività protoindustriali.

Maglio da fabbro, mulini da farina e folli per la battitura della lana, da cui la località omonima. E poi, a seguire, lavoro di stalla e di alpeggio ad alimentare, negli anni d’oro, due latterie fulcro di commerci e scambi, poi tornati utili nella grande epopea del Prosecco.

Prosecco, fenomeno sedimentato nei secoli che ha trovato qui nel corso del ‘900 la migliore espressione; per la terra aperta ai venti salubri che nascono dalla montagna alle sue spalle per disperdersi nelle acque gorgoglianti della vicina Piave.

Terra baciata dal sole ogni giorno dell’anno. La combinazione magica tra la terra, il sole e la sapienza contadina fanno di questo borgo un mondo a sé. I suoi pochi abitanti, circa 500, concorrono tutti come in un’unica cantina diffusa, a creare quella che ora in tanti conoscono per qualità santostefano.
La piccola cantina di Alessandro Bortolin fa parte di questa armoniosa tessitura dove nasce, come in un arazzo medievale, il racconto della gioia.
Dalle nostre cantine lo sguardo spazia a Sud verso la laguna veneta, con Venezia in bella evidenza e a Nord è risucchiato dall’incombente montagna prealpina, preludio alle rocciose vertigini dolomitiche. Nelle vicinanze la Maser del Palladio, Asolo della regina Cornaro, la Possano del Canova, la nobile Feltre, la marca gioiosa e… il Veneto.